Effetto Dunning-Kruger

Di Marco Zorzetto. Referente: Dott. Michele Canil, Psicologo, Psicoterapeuta, Neuropsicologo, Ipnosi clinica, EMDR


Una riflessione psicologica sui limiti della consapevolezza e sull'illusione della competenza

L' Effetto Dunning-Kruger, una delle distorsioni cognitive più studiate degli ultimi decenni, aiuta a spiegare perché chi possiede minori competenze tende spesso a sovrastimare le proprie capacità, mentre chi è realmente esperto è più incline al dubbio e all'autocritica.

Che cos'è l'Effetto Dunning-Kruger?

L'Effetto Dunning-Kruger è una distorsione cognitiva dove persone con scarse conoscenze e competenze in un determinato campo tendono a sopravvalutare eccessivamente le proprie capacità ignorando nel contempo i propri limiti. Nel 1999 gli autori David Dunning e Justin Kruger iniziarono a valutare i deficit metacognitivi notando come l'incompetenza impedisse di valutare la propria prestazione di crescita su un determinato o su più argomenti.
Dobbiamo considerare che la metacognizione non permette nemmeno lo sviluppo perché non consente di individuare eventuali errori propri. Da un punto di vista strettamente psicologico o psicanalitico potremmo dire che è una sorta di meccanismo di difesa per esaltare alcune presunte proprie capacità in modo da evitare la frustrazione derivante da un proprio errore.

Quali meccanismi cognitivi spiegano la difficoltà di riconoscere i propri limiti?

L'incompetenza va a sovrastimare le proprie abilità, quindi evita la frustrazione convalidando le proprie convinzioni. Questo meccanismo è ben descritto da Kelly, padre del costruttivismo moderno, che sottolinea che la convalida dei propri costrutti sembra aumentare l'autostima sebbene sia un errore cognitivo; sembrerebbe convalidare il proprio io e quindi il sentirsi adeguati e competenti, in modo però del tutto falsato.

In quali contesti l'Effetto Dunning-Kruger si manifesta più frequentemente (lavoro, scuola, social media)?

Alcuni dati direbbero che questo si manifesti maggiormente in ambito di investimenti finanziari e social media, ma il riscontro clinico è molto evidente per quanto riguarda presunte capacità diagnostiche in ambito psicologico clinico e medico a vario titolo. Sono soggetti che tendono ad imporre come verità proprie, personali e discutibili opinioni anche in ambito di relazioni proprio per l'effetto di doversi affermare e non sentirsi fondamentalmente sbagliati.

Che differenza c'è tra sana autostima e sovrastima delle proprie competenze?

Una sana autostima è sicuramente indice di equilibrio; una persona equilibrata è maggiormente disponibile ad ammettere i propri errori e a verificare le affermazioni fatte attraverso studi che possono non essere immediati ma che bensì richiedono un certo bagaglio di competenze. Diversamente, la sovrastima delle proprie competenze nasconde sicuramente un meccanismo di difesa che protegge un io che in realtà ha timore del confronto e non regge la frustrazione. Questo perché viviamo in un'epoca in cui è promossa la conoscenza facile e veloce, che di fatto in ambito scientifico non esiste.

L'Effetto Dunning-Kruger può ostacolare l'apprendimento e la crescita personale? In che modo?

Sì, certo, soprattutto per il fatto che crea delle ostilità all'apprendimento, quindi la persona tende a soffermarsi su verità che in realtà sono artefatti per confermare una propria teoria o una propria visione. Spesso queste persone arrivano al punto di affermare teorie anche contro evidenze e prove scientifiche che quanto affermano non sia così; ma il danno è procurato soprattutto a se stessi. Crescita personale e apprendimento richiedono una capacità del soggetto di modificarsi perché imparare e crescere significa evolvere ed evolvere significa modificarsi man mano. La persona che tende a non modificare mai se stessa, e quindi che non interagisce con la propria esperienza, crea un'ostilità proprio per mantenersi apparentemente integra perché ha difficoltà ad ammettere i propri errori per non doverli correggere con la propria fatica.

Come si manifesta questo effetto nelle dinamiche di gruppo o nei contesti professionali?

Nelle dinamiche di gruppo spesso queste persone manifestano un'aggressività importante per sostenere teorie o conclusioni insostenibili. In genere il gruppo può dividersi in due: una parte diventerà "discepolo" di quelle teorie perché in qualche modo si fa influenzare, mentre l'altra parte si distaccherà perché capirà che solo con l'abbandono metterà fine alla convinzione che non può avere un confronto realistico.

È possibile riconoscere in se stessi i segnali dell'Effetto Dunning-Kruger?

E' molto difficile che le persone possano riconoscere l'effetto Dunning-Kruger su se stesse perché questo implica una capacità di autoanalisi, di osservazione di sé. Uno degli scopi principali per cui una persona volontariamente mette in atto il Dunning-Kruger è proprio quello di non mettere mai in discussione se stessa.

Quali strategie possono aiutare a sviluppare una maggiore consapevolezza delle proprie competenze reali?

Una strategia può essere quella di ascoltare le persone che hanno competenze maggiori e riconosciute o che provano a mettere in discussione una teoria; se riusciamo ad argomentare in modo opportuno e verificabile le nostre affermazioni, è una presa di posizione sicuramente che ha un valore. Essere troppo ostili però a dare spiegazioni o ad ammettere di essere incappati in un errore è una capacità che generalmente non possiede chi ha l'effetto Dunning-Kruger.

In che modo l'educazione al pensiero critico può ridurre l'impatto dell'Effetto Dunning-Kruger?

L'educazione al pensiero critico è sicuramente un ottimo antidoto all'effetto Dunning-Kruger ma ci vogliono anche altre premesse come la capacità di mettersi in discussione, lo studiare; il creare un substrato di cultura o compiere studi riconosciuti senz'altro permette alla persona di avere un percorso nel quale ci si può facilmente accorgere dai feed back.

Dott. Michele Canil
Psicologo, Psicoterapeuta
Neuropsicologo, Ipnosi clinica
Terapeuta EMDR
Perfezionato in Psicofisiologia clinica, Genetica, Nutrizione.
Vice rettore dell'Accademia Internazionale Costantiniana delle Scienze Mediche Giuridiche e Sociali.
Opera nelle città di Vittorio Veneto, Conegliano, Treviso.
Il dott. Canil si occupa da molti anni di diagnosi e cura della depressione a Treviso, Conegliano e Vittorio Veneto. Oltre a ciò tratta molti disturbi psicosomatici, si occupa di cura dell'ansia e di attacchi di panico e molti altri tipi di disturbi. Opera in strutture ospedaliere ed in studio privato di Psicologia, Psicoterapia e Neuropsicologia.

Dr. Michele Canil
Psicoterapeuta Psicologo Treviso - Conegliano - Vittorio Veneto

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