Cosa resterà di questa pandemia?

Intervista al dott. Michele Canil per la trasmissione “7 in Punto” in onda su 7 Gold il 5 ottobre 2020.

Il dottore afferma premette che la pandemia causata dal Covid19 in Italia soprattutto ha generato nelle persone ansia e timore di una nuova ondata del virus con conseguente lock down e chiusura di tutti gli esercizi. Il periodo invernale certo non aiuta poiché si prospettano influenze, raffreddori e via dicendo. L'ansia, continua, è un disagio che riguarda gran parte della popolazione: gli esercenti, che vivono con angoscia la minaccia di una nuova chiusura, gli insegnanti, che devono adeguarsi a misure restrittive nelle classi, i genitori, che al primo raffreddore o alla prima influenza stagionale vivono il panico e spesso non sanno come comportarsi con i figli relativamente alla scuola, i nonni, che si sentono soggetti a rischio per età e temono un eventuale contagio da parte dei nipoti. Per non parlare di tutte le persone che già soffrivano d'ansia e che in questa situazione vedono riacutizzarsi il proprio turbamento. In tutta Italia, ma anche in altre zone del mondo, si vive in uno stato di attesa di ciò che avverrà nei prossimi mesi e, per definizione, l'attesa genera angoscia e preoccupazione.

Gli effetti dell' infodemia

Come detto prima, la stagione non aiuta, anche perchè la distinzione tra sintomi di una banale influenza e sintomi legati al covid19 è molto difficile da stabilire. Anche le notizie che si leggono sui giornali o su internet e quelle che si vedono alla televisione spesso deviano le persone poiché si sta assistendo ad una vera e propria “infodemia”, cioè un' epidemia di informazioni anche spesso sbagliate che crea ansia, paura ed allarmismi; un insieme di emozioni negative che, spiega il dottor Canil, vanno in qualche modo domate. Già in situazioni “normali” ci facciamo molto spesso condizionare da notizie sbagliate o verosimili, ma in questa fase specialmente siamo sottoposti ad un continuo martellamento di informazioni che pesa gravemente sulla nostra psiche. E' molto importante quindi, continua il dottore, considerare che vi sono fonti di informazioni autorevoli che vanno assolutamente distinte da quelle meno o non attendibili. Volendo fare una distinzione per età, il neuropsicologo afferma che da un lato gli anziani hanno minor capacità di utilizzo dei mezzi di comunicazione e restano ancorati a ciò che sentono o vedono in televisione, dall'altro i giovani hanno la possibilità di confrontare varie fonti anche attraverso il web dove sappiamo esserci fin troppe informazioni confuse. Tutto ciò crea insicurezza e confusione in un periodo dove invece le persone chiedono ed hanno bisogno di certezze.

Ansia da dispositivi di sicurezza

Fonte di ansia e stress è anche l'utilizzo dei dispositivi di sicurezza, afferma il medico, come ad esempio le mascherine. Come neuropsicologo e psicoterapeuta egli nota che molti pazienti, soprattutto chi già prima soffriva di disagi causati dalla limitazione delle proprie libertà, manifestano difficoltà di approccio a questi mezzi limitanti che causano senso di costrizione. Proprio a causa di questo disagio – continua - molte persone, pur di evitare l'uso ad esempio delle mascherine si chiudono in casa ed escono lo stretto necessario per i bisogni di prima necessità. Di conseguenza, si manifestano disturbi patologici come attacchi di panico, ansia, paure dovute alla mancanza di socialità. Come psicoterapeuta, afferma che rispetto alla calma apparente dimostrata nel periodo del lock down, in questo momento in particolare sta assistendo parecchi pazienti con questo genere di disturbi. “Adesso più che mai ci troviamo quindi di fronte ad un'emergenza che non è solamente biologica, ma anche psicologica” asserisce.
Una categoria particolare, secondo il dottor Michele Canil, sembra essere quella dei pazienti ossessivi-compulsivi, che vedono giustificarsi una serie di “manie” a cui erano soggetti: per semplificare, pensando ad esempio al semplice lavaggio delle mani, che per questo tipo di pazienti rappresenta un disturbo ossessivo compulsivo, esso diventa un'azione legittimata per il paziente poiché viene svolta ripetutamente da tutti. Risulta quindi essere un'azione meno forzata. Pensando ai bambini, molti di essi cominciano a soffrire di questo disturbo già in età scolare per cui in questo delicato periodo i genitori, che fino ad ora hanno dovuto cercare di abituarli a non lavarsi troppo le mani, si ritrovano a dover insegnare ai figli proprio il contrario, cioè a lavarsele molto spesso. La confusione è quindi inevitabile. Una riflessione interessante del dottore riguarda i nostri gesti quotidiani che possono rappresentare una minaccia: il toccare una maniglia o il tenere gli occhiali tra le mani diventano possibili veicoli di trasmissione del virus; cambia perciò l'approccio alla vita, il significato delle cose. E questo destabilizza profondamente. Secondo il neuropsicologo, anche quando il virus non rappresenterà più una minaccia, le persone continueranno a mantenere una certa attenzione all'igiene per un bel po' di tempo ancora perchè questi gesti quotidiani sono ormai diventati un'abitudine per tutti. Ciò senza dubbio non fa male, anzi, l'igiene è molto importante, purchè non diventi eccessiva al punto di diventare un'ossessione.

Distanziamento sociale e convivenza

Tra le espressioni più usate in questo periodo, “distanziamento sociale” è sicuramente quello che è ricorso più spesso. E che, soprattutto per noi italiani, popolo molto incrine a baci ed abbracci anche solo per salutarsi, ha costituito un bel cambiamento nello stile di vita. Un abbraccio esprime calore, emozione, familiarità, appartenenza.
Un altro termine che sentiamo spesso ultimamente è “convivere”: il dottor Canil afferma che è vero che dovremmo convivere con questo virus, ma bisogna tenere ben presente che fin dalla nascita conviviamo già con moltissimi batteri e parassiti che popolano il nostro intestino lavorando sinergicamente con il nostro organismo, nonostante questo nuovo virus abbia del negativo. Bisogna considerare sempre l'altro risvolto della medaglia per non incorrere nel pensiero che il naturale scambio biologico sia solamente dannoso per l'uomo.

Bambini, genitori, scuola e corona virus

Il periodo è stato ed è molto complicato sia per i bambini, che durante il lock down sono stati isolati dai loro simili ed oggi affrontano un ambiente scolastico con molte limitazioni, che per i genitori, che devono riuscire a colmare le lacune dei figli. Il dottore afferma che il contatto fisico è molto importante per i bambini; attraverso la fisicità fanno esperienza e il loro cervello si sviluppa. Anche la condivisione dei giochi alla scuola dell'infanzia o il collaborare insieme ad un disegno alla scuola elementare favorisce la crescita. Ora tutto questo non è possibile, ma fortunatamente le scuole si sono attrezzate per favorire al meglio l'istruzione dei bimbi nonostante queste limitazioni. Non bisogna dimenticare, continua il dottor Canil, che non ci si può aspettare che i bimbi siano responsabili dei loro comportamenti perchè altrimenti non avrebbero più la spontaneità che li contraddistingue dagli adulti. E' quindi compito del genitore e dell'insegnante vigilare sulla loro condotta. Una delle doti più belle dei bimbi è la curiosità: fanno moltissime domande perchè vogliono capire ed è compito del genitore soddisfare la loro curiosità filtrando, cercando cioè di parlare una lingua a loro comprensibile. Per fare questo serve molta creatività: si spiegano le cose, raccontando magari una storiella ma cercando sempre di raccontare la verità nei giusti termini. In questo periodo ad esempio, bisogna far capire loro perchè  alcuni gesti come lavarsi spesso le mani, mantenere le distanze o usare la mascherina vanno fatti. Consideriamo infine che i bambini captano molto dai discorsi che facciamo con altri adulti; anche se non sembra perchè stanno giocando o facendo altro, ascoltano sempre.

L'opinione dello psicoterapeuta sul periodo

Riguardo a questo periodo, il dottor Canil afferma di essere ottimista: oggi in Italia, rispetto a molti altri Paesi del mondo che in questo momento stanno vivendo situazioni ben più gravi, la situazione è diversa rispetto alla scorsa primavera, quando le terapie intensive erano colme di pazienti positivi al Covid-19. Per quanto riguarda invece la psiche delle persone messa a dura prova dalle paure del periodo, sembra che finalmente si abbia capito che vi sono strutture sanitarie e professionisti del settore ai quali rivolgersi per “guarire” da disagi psicologici causati dalla pandemia, come insonnia, ansia ed attacchi di panico. La gente non ha più timore di chiedere aiuto e si affida allo specialista con fiducia. Quelle situazioni in cui la persona ha paura di ricorrere ad un aiuto portano ad acutizzare il disagio fino ad incorrere ad un disturbo più grave e di conseguenza più difficile da guarire. Il dottore fa quindi un appello a chi soffre: l'Ordine degli Psicologi, come pure gli altri Ordini sanitari, si è rivelato attento a fornire tutte il supporto possibile, soprattutto in vista della stagione invernale dove sistematicamente vi è un aumento di casi di disturbi dell'umore dovuto anche alle festività.


Dott. Michele Canil
Psicologo, Psicoterapeuta
Neuropsicologo, Ipnosi clinica
Terapeuta EMDR
Perfezionato in Psicofisiologia clinica, Genetica, Nutrizione.
Opera nelle città di Vittorio Veneto, Conegliano, Treviso.

Il dott. Canil si occupa da molti anni di diagnosi e cura della depressione a Treviso, Conegliano e Vittorio veneto. Oltre a ciò tratta molti disturbi psicosomatici, si occupa di cura dell’ansia e di attacchi di panico e molti altri tipi di disturbi. Opera in strutture ospedaliere ed in studio privato di Psicologia, Psicoterapia e Neuropsicologia.

Ambiti d'intervento



Dr. Michele Canil
Psicoterapeuta Psicologo Treviso - Conegliano - Vittorio Veneto

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