Ansia: un disturbo molto diffuso

  • Dr. Michele Canil
  • Ansia
Psicoterapeuta treviso

COMPRENDERE I SEGNALI DELL’ANSIA

L’ansia è un disturbo di larga diffusione che tutti conosciamo sia in modo indiretto/riferito (da qualcuno) sia in modo diretto come esperienza personale.
In molti casi, sappiamo riconoscerla più facilmente negli altri.
I sintomi, a volte, non ci sono così chiari in noi stessi, ma lo sono molto di più in chi ci sta vicino.

Solitamente l’ansia è una sensazione così intensa che, con l’esperienza, riusciamo ad anticipare quali saranno le situazioni in cui potremmo provarla.

 

Ma cos’è davvero l’ansia? Perché si manifesta nelle persone?

Senza dubbio l’ansia non è una percezione positiva.
Essenzialmente il ruolo principale dell’ansia è quello di produrre un evitamento della situazione ( o relazione o pensiero o oggetto) che la genera.

Poiché in molti casi diviene un limite personale per chi la prova, l’impatto che ha sulla salute e sulla vita personale e lavorativa è piuttosto considerevole. “Evitare” ogni circostanza che possa essere potenzialmente ansiogena (che genera ansia) è un grosso limite all’autonomia ed al costrutto di libertà che, ciascuno di noi, declina in modo personale.

L’etimologia del termine infatti ci rimanda al latino “anxia”che a sua volta deriva da“anxius” il cui significato è sostanzialmente “stringere”, “soffocare”.

Psicologicamente l’ansia è un segnale di anticipazione negativa: l’incertezza e la percezione di non sentirsi sicuri in una data situazione (oltre alla paura), ci pongono in uno stato di impotenza (apparente) ed immobilità.

Sul piano psicofisiologico le reazioni organiche sono in genere abbondanti ed i sintomi diversificati.
Indubbiamente il fenomeno è “multidimensionale”. L’intensità con cui si manifesta, infine, è un altro parametro molto soggettivo.

 

CHE SIGNIFICATO HA DUNQUE L’ANSIA?

L’ansia è una modalità di reazione spontanea presente non solo nell’essere umano ma anche in molte altre forme del “vivente”.

Vi sono chiaramente basi genetiche che permettono all’ansia di esprimersi: sotto questo profilo non vi sono comportamenti che non siano anche geneticamente “codificati”.
Ciò, tuttavia,  non deve trarre in inganno la costituzione genetica del comportamento né deve porre la persona che ne soffre in una posizione di “impotenza”. L’ansia è un disturbo assolutamente risolvibile con un adeguato percorso psicoterapeutico.

La reazione ansiosa è tanto antica quanto necessaria nell’uomo: quando una situazione è difficilmente anticipabile (poco chiara) oppure con una previsione “certamente negativa” per noi stessi, l’ansia interviene facendo allontanare spontaneamente la persona dalla fonte ansiogena (che genera ansia).

In una certa misura, l’ansia, crea le condizioni affinché una persona che si trova in uno stato ansioso, senta urgente ed impellente il bisogno di risolvere la “situazione” il più presto possibile. Non sempre però abbiamo a che fare con “elementi” facilmente modificabili nel nostro contesto di vita. Ad esempio un colloquio di lavoro, una situazione stressante, una relazione difficile o un esame da sostenere non sono sempre evitabili.

Ancestralmente, per i nostri antenati (precursori dell’homo sapiens sapiens)la reazione ansiosa aveva un significato protettivo per la specie.
In uno stato d’ansia la frequenza cardiaca aumentava così come la pressione arteriosa per una maggiore vascolarizzazione all’apparato muscolare e di alcune aree cerebrali, la motilità gastrica si modificava, si modificavano i flussi di alcuni trasmettitori e  mediatori del sistema nervoso centrale, la sudorazione delle mani e di altri distretti corporei aumentava, la vescica si contraeva dando il tipico stimolo alla minzione, e via via tutto l’organismo si preparava ad un evento “minaccioso” da affrontare o evitare con la fuga.

Ad oggi, fondamentalmente, la fisiologia dell’ansia rimane la stessa.

L’ansia in definitiva è una risposta innata e che ha “avuto” ed “ha” un ruolo fondamentale per il comportamento umano.

Troppo spesso, nella società moderna, ci troviamo di fronte ad una rete complessa di azioni che ci sono richieste quotidianamente: gli impegni, l’area lavorativa, la famiglia, le relazioni, la famiglia di appartenenza, la quotidianità. Tutto concorre, haimè, a sovraesporci all’ansia in modo eccessivo.

 

 

Dott. Michele Canil

Psicologo, Psicoterapeuta
Neuropsicologo, Ipnosi clinica
Perfezionato in Psicofisiologia clinica, Genetica, Nutrizione.

Opera nelle città di Vittorio Veneto, Conegliano, Treviso.

 


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